
La scorsa settimana mi trovavo a Vienna in una clinica per la cura della gonorrea. Avevo pensato: "è lì che l'ho presa, lì la curerò".
Comunque. Mentre Dragana Willham usava la sua bocca a mo' di custodia per il mio pene, mi giunse un sms da Patrick Von Gayamont, un nobile decaduto amante del bello. Mi invitò presso il palazzo del Re giacché quella sera suonava un nuovo compositore cagato da poco dalle valli austroungariche: un certo Chopin.
Dopo aver sistemato e pagato Dragana - 20 euro, mi fa lo sconto perché è mia cugina - mi precipitai a palazzo vestito come un dametto che ha conosciuto Vivienne Westwood. In prima fila, affianco al Re, trovai il buon von Gayamont che mi aspettava con una cesta di popcorn che sapevano d'Austria.
Alle 21 e 29 minuti entra in scena il giovane Chopin. Dopo essersi esibito nell'ormai storico numero della tinca nella mutanda, si siede al piano e suona. Inizia con un'aria in sol diesis con un bel fraseggio minore che mi sono piaciuto molto. Finisce il pezzo, beve un bicchiere di Vov e fa entrare in palco il giovane Lucio Rodrighez, mandolinista di scuola britannica - o barbone della stazione centrale, dipende dai punti di vista - e il pubblico va in visibilio. Anch'io apprezzo, tanto che convinco Dragana a staccarsi dal mio ferro per applaudire in modo più robusto.
Alla fine sono andato a casa e ho bevuto una tazza di latte.
(Nella foto la bella Dragana Willham.)
Il cugino nobile di Peter Merkel